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Domanda non ce la faccio più

14/03/2011 09:24 - 29/03/2011 22:46 #103 da katiab
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    :angry: Ciao di nuovo scusate l'interruzione come stavo dicendo ho poi firmato un contratto ha tempo indeterminato par-time ha 24 ore pomeridiane ma intercambiabili con effettivo bisogno aziendale.Da all'ora sono successe molte cose ,hanno saputo che sono brava a pulire il pesce e mi hanno proposto di stare in pescheria 2 gg la settimana in orario centrale dopo due settimane la pescheria era divenuta il mio reparto con chiusure fisse, ho fatto notare che il mio fisico non poteva reggere quel regime ma di nuovo orecchie da mercante ,mi sono fatta fare un certificato dal reumatologo in cui si attesta che per la mia malattia ho problemi seri alla deambulazione sia giornaliera privata sia nello svolgere manzioni lavorative e pure con questo dopo varie discussioni sono stata rimessain cassa.Il 17/01/11 quando è stato fatto l'inventario il padrone ha comunicato ha noi dipendenti che ddevelicenziare 5 persone e che attuerà la sua minaccia nei prossimi mesi, questo ha comportato di se unasituazione di lavoroal quanto particolare,poi l'ultima settimana di gennaio ha noi par-time(4 persone) ci dice che io nostro orario e cambiato a turno 2 ddi noi avrebbero fatto 1 settimana matt.e 1 sett. pom.;tutto filaliscio fino alla 2 settimana dello scorso mese: una delle mie colleghe(che è sua cugina acquisita)viene operata e nella mia settimana di mattina mi viene chiesto di sostiyuirla il pomerigio per 4 gg come altre volte sono stata disponibile ha farlo,la sett successiva ho fatto il mio turno pomeridiano ma per mia sfortuna sabato nonriesco ad andare al lavoro mi sono sentita male e ho avuto bisogno dell'intervento di un dottore, ho chiamato ed avvertito la capo cassiera saputolo non mi ha dato gli orari della sett. successiva dicendomi di telefonare verso le 19,00 per sapere come stavo. Io mi riprendo telefono contenta di ritornare il lunedì al mio lavoro e con sorpresa scopro di avere di nuovo orario pomeridiano e che se volevo spigazioni dovevo chiedere al principale che come il solito a quel'ora non c'e. Lunedì mattina ne parlo al dottore dicendo che x me è troppo stancante fare di nuovo il pomerigio al che mi ha dato una sett di riposo, comunicato la malattia chiedo a nome di mio marito un colloquio con il principale che è avvenuto sabato: queste sono le accuse rivolimi io soffro di manie persequtorie , lui con il certificato del reumatologo poteva licenziami e x sua benignità(a suo dire)non l'ho a fatto e poi che non è vero che lui ci haa cambiato i turni.Dopo aver chiarito, metaforicamente parlando,oggi ritorno al lasvoro con il mio turno pomeridiano con la spada di damocle dellicenziamento;mio marito ritiene il mio datore di lavoro un gran buffone ,un uomo che non rispetta mai la parola data cioè un quaqualà io non so più che fare x difendermi oltre tutto poi non abbiamo le sedie delle casse a norma e mi devo portere3 cuscini per stare comoda(questa poi è una sola delle sue inadempienze x la sicurezza dei lavoratori) scusate lo sfogo ma non sò più a chi rivolgermi per avere aiuto senza che si sappia che sono stata io ha denunciarlo ecco xchè ho chiesto il Vostro gentile aiuto.
    Grazie

    Katiab:(
    Ultima Modifica 29/03/2011 22:46 da [bella].
    14/03/2011 21:38 #104 da luxlux

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    Ciao katiab,


    Da come ho capito, tu hai un contratto di lavoro par-time (esattamente cosa c'è scritto sopra il contratto ?)

    Hai dei problemi di salute e ti sei un po alternata tra il lavoro e il malessere.

    Ora il tuo datore di lavoro ti sta facendo fare sempre i turni di pomeriggio e non riesci a reggerli.

    Sempre il tuo datore di lavoro di dice che se non ti va bene lui ti licenzia come già avrebbe potuto fare in precedenza perché sei stata male.

    Se il tuo contratto di lavoro prevede giorni di malattia, tu puoi usufruirne liberamente, quando stai male e il tuo datore di lavoro non può opporsi, sopratutto davanti ad un certificato medico che ne certifichi la vera esistenza della malattia.

    Quello che devi capire e se sul contratto viene riportato se puoi fare sempre lo stesso turno o se devi farli alternati o entrambi i due casi.

    In linea di massima se per te è un grave problema lavorare nel pomeriggio, dovresti farlo certificare da un medico e presentarlo al tuo datore di lavoro, il quale non dovrebbe opporsi.

    E quello che volevi sapere, oppure mi sono sbagliato in pieno ? :blink:
    15/03/2011 08:21 #105 da katiab
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    :woohoo: si effettivamente è quello che volevo saper, sul mio contratto viene detto esplicitamente che io dovrei lavorare tutti i pomeriggi dalle 16,30 alle 20,30ma c'è anche scritto che i miei turni varieranno in base hai bisogni dell'azienda infatti da quando lavoro li non ho mai fatto questo turno volevo sapere pure se con il certificato da me portato in cui si asserisce la mia malattia ed il grave impedimento nello svolgere attività lavoretive e attività normali della vita quotidiana si possa licenziare una persona in tronco? perchè lui asserisce di si e poi ha di nuovo minaccialo licenziamento quando vuole tanto la causa dura tre anni e lui per 3 anni(testuali parole)si è levato dalle pa.......il povero licenziato.
    Grazie
    15/03/2011 12:07 - 15/03/2011 12:08 #106 da luxlux

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    Ciao katiab,


    Ho trovato un po di informazioni che forse possono servirti:

    La malattia è un istituto normativo utilizzato per mantenere il rapporto di lavoro, anche se non esiste, in sostanza, una prestazione lavorativa; in effetti, si ottiene una sospensione del rapporto per oggettiva sopravvenuta impossibilità al fine di poter assicurare il prosieguo della prestazione lavorativa.

    In questo caso, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un certo periodo di tempo (definito periodo di comporto), la cui durata deve essere stabilita dal contratto collettivo nazionale applicabile.

    Non solo, il datore di lavoro, oltre a conservare il posto di lavoro, deve garantire l’intero trattamento economico.

    La giurisprudenza ritiene applicabile quanto stabilisce l’articolo 2110 del codice civile. In effetti, durante questo periodo non si interrompe l’anzianità di servizio e il lavoratore ha diritto alla retribuzione o ad un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi, dalla contrattazione collettiva, dagli usi o secondo equità.

    Sono ammissibili in giurisprudenza due tipi di comporto: il “comporto secco” e il “comporto per sommatoria”.

    Il primo, il comporto secco, è riferito all’assenza continuativa relativa ad un unico episodio di malattia. Il secondo, il comporto per sommatoria, è il cumulo di assenze.

    Nel primo caso si rientra in questo particolare meccanismo quando la contrattazione collettiva si limita a prevedere il periodo di comporto soltanto con riferimento alla malattia unica, mentre nel secondo caso la contrattazione collettiva prevede un ampio arco temporale entro il quale non possono essere superati i periodi massimi complessivi di conservazione del posto di lavoro.

    Quando il lavoratore supera il periodo di comporto il datore di lavoro può decidere la risoluzione del rapporto di lavoro e non è tenuto a specificare i giorni di assenza.

    In questo caso, lo stesso datore di lavoro, non è tenuto a rispettare quanto stabilisce l’articolo 7 della legge 300, Statuto dei lavoratori.

    L’eventuale decisione è giustificata attraverso il ricorso all’articolo 2110 del codice civile.

    In effetti, il secondo comma del sopra citato articolo stabilisce espressamente che l’imprenditore ha diritto di recedere dal contratto stipulato decorso il periodo stabilito (periodo di comporto) come stabilito dalla contrattazione o dalla legislazione.

    In definitiva, la malattia può costituire causa di licenziamento per giustificato motivo e per giusta causa.

    La decisione del datore di lavoro non deve seguire i dettami imposti dall’articolo 7 della legge 300 perché non si tratta di un provvedimento di natura sanzionatoria.

    In questo caso, l’imprenditore, una volta constatato il superamento del comporto, deve solo giustificare la sua decisione. Non solo, il datore di lavoro non è tenuto nemmeno a specificare i giorni di assenza del suo dipendente a meno di una richiesta scritta come stabilisce l’art. 2 della legge n. 604 del 1966.

    Ad ogni modo, il dipendente può chiedere, in ogni momento, al suo datore di lavoro la situazione delle sue assenze per malattia.

    Questa posizione è avvalorata dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 278 del 10 gennaio 2008.



    Fonte notizia:
    www.gazzettadellavoro.com/licenziamento-dipendente-malattia-comparto/21934/


    Tutto ruota sul superamento del periodo di comporto però ci sono anche delle circostanze dove è illegittimo il licenziamento dopo il periodo di comporto, ti lascio il link dove poterle leggere.

    www.coordinamentorsu.it/schede/licenziamento/12_6_LicMal.htm

    Spero di esserti stato utile.

    Ciao.
    Ultima Modifica 15/03/2011 12:08 da luxlux.
    16/03/2011 10:24 #108 da katiab
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    ;) Grazie ho avuto le informazioni giuste,da ciò che ho lettto io i giorni di compo non li ho superati poi legento il link che mi hai lasciato è specificato che non è leggittimo il licenziamento se il certificato fa capire al datore di lavoro che alcune mansioni fuori contratto non possono essere esercitate ad es.io ho il contratto da cassiera ma ero fissa in pescheria ecco il certificato specificava il tipo di malattia e che ha delle ripercussioni nell'attidudini giornaliere sia nella vita privata ce nell'abito lavorativo quindi dato che io non effettuavo le mie vere manzioni il licenziamento sarebbe stato nullo. Sai involontareamente ieri da una cassiera che lavora da un altra parte effettiva per la tuo spa padrona del'Eurodespar già sanno che lui a maggio lascia e il supermercato ripassa sotto direzione tuo ; noi lavoratori cosa rischiamo? e cosa dovremmo fare?
    GRAZIE
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