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Domanda Ancora qualche info sul fallimento e un piccolo aggiornamento

26/01/2011 23:00 #30 da illupodeicieli
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  • Tra le cose da sapere sul fallimento c'è che ,a meno di essere nelle grazie di qualche potentanto, si rischia di restare fermi per numerosi anni: cioè non si ha la reale possibilità di ricominciare o di intraprendere qualcosa. E' necessario far capire al curatore e al giudice che non si è soli, che c'è un bravo legale e consulente che ci segue, che si hanno dei santi in paradiso (sperando che ci siano davvero). Se no si rischia di venire perseguitati, di essere oggetto delle cattiverie di qualche curatore o di qualche giudice. Mi direte : ma perchè questo scemo dice queste cose? Perchè so che sono successe e succedono ancora oggi. Un consiglio che dò è di non restare da soli: dovete avere vicino qualcuno che vi voglia bene, uomo o donna che sia, qualcuno che crede in voi, che vi capisce e sopratutto che non vi giudica, che non vi dirà che siete sempre i soliti. Può anche accadere che all'inizio vi trattino tutti bene, che si dimostrino comprensivi: ma sappiate che può durare poco, perchè poi vi presentano il conto "leggendovi la vostra vita", costellandola di tutti gli errori veri o presunti che avete commesso e ...rinfacciandoveli. E' un rischio da correre ma così saprete chi "ama l'amico tuo col difetto suo" e ,sopratutto, su chi contare sul serio. Ma cosa succede se uno si trova solo? Succede che ha bisogno di tempo, di tempo per capire se e che cosa può fare. La realtà dice che non tutti riescono a risollevarsi: chi dice il contrario mente sapendo di mentire. E' preferibile sapere che non si avrà la seconda possibilità e che la società rifiuta il nostro talento e le nostre intuizioni, mette fuori gioco le nostre capacità creative,piuttosto che illudersi che dopo uno o due anni di preparazione si possa tornare in pista. Non è così a meno che non si possa operare sotto falso nome, in nero e con qualcuno che faccia da prestanome: ma esiste costui o costei? Non sempre c'è chi è disposto a sacrificarsi per noi sapendo ciò che ci è appena capitato. Da sapere c'è che nessuno ci può impedire di lavorare ma ,anche qui occorre verificare che cosa ci è permesso di fare : la nuova legge dice che si potrebbe addirittura intraprendere una nuova attività in modo autonomo, ovvero con partita iva e iscrizione al registro ditte. Il ruolo agenti mi pare non esista nemmeno più: siamo una razza in via di estinzione. Ma anche se la partita iva non è menzionata nel nuovo testo,ed è invece (vado a mente) menzionata l'attività che sia però diversa dalla precedente (per cui siamo falliti), non dice in che modo si può riprendere il lavoro. Trovare quindi un mecenate sarebbe il massimo, avere un partner che ci ha capito, che ci accetta per come siamo e ci difende a spada tratta, è forse anche meglio perchè ci permette di vivere invece che pensare al suicidio o a smettere di credere in noi stessi. Siccome ci sono curatori o giudici che umiliano i falliti, ecco che se queste persone venissero come diciamo dalle nostre parti "inquadrate" e "messe in riga" forse la ripresa anche economica nazionale sarebbe più vicina:invece essere considerati degli appestati, dei reietti, dei cittadini di serie B e sempre minacciati di chissà cosa (a me hanno mandato due volte i carabinieri a casa e mi è stato detto, dal mister di collaborare che era meglio), fa si che ci si senta avviliti, depressi, e in un vicolo cieco. Ma se si può al contrario reagire, se si riesce a recuperare un po' di forza, ecco che il meglio di noi viene fuori:se abbiamo chi ci aiuta, chi crede ancora in noi, chi sa che non abbiamo voluto fregare il prossimo, allora ritorniamo più forti e decisi di prima e se crediamo in noi anche gli altri acquisteranno fiducia in noi. Ci hanno tolto la dignità e il sorriso, ci hanno privato del piacere di vivere, ed è giusto che ci riprendiamo ciò che ci spetta e che non stiamo rubando a nessuno. Si vive una sola volta e non è logico vivere male quando possiamo e abbiamo il diritto di vivere se non altro come il prossimo. Tornerò appena posso sull'argomento mentre,ora, vi aggiorno su ciò che mi è successo,che mi sta succedendo. Ho scoperto che la mia vecchia auto, vecchia di dieci anni quasi undici, circola ma è ancora intestata a me: al pra me lo hanno confermato. Non solo: per la perdita di possesso occorrono 51 euro, ovvero la cifra della multa. Ma c'è di più: ho il documento che prova che a gennaio del 2008 ho consegnato l'auto e che loro, la polizia l'ha consegnata al curatore; ma c'è di più e cioè che so che l'auto è stata venduta all'asta e che l'acquirente l'ha a sia volta venduta. Allora come mai risulta ancora intestata a me? E se nel frattempo l'auto investe qualcuno, viene usata per una rapina o un sequestro o come auto imbottita di droga, chi viene cercato?Il sottoscritto? Ecco perchè chi ha saputo della cosa, ovvero le forze dell'ordine, mi aspetta domani mattina, mentre domani sera mi aspetta il mio avvocato...uno nuovo. Le forze dell'ordine vorrebbero per lo meno far passare un brutto quarto d'ora al curatore: chiedergli come mai l'auto è ancora intestata a me, sapere perchè non ha vigilato e tutelato anche i miei interessi. La polizia si chiedeva come mai ,vista la mia situazione non mi ha lasciato l'auto.Per me, che su suo suggerimento avrei potuto lavorare in nero, l'auto era ed è necessaria: avendo due figlie asmatiche e una moglie cardiopatica, mi pare fosse indispensabile avere un briciolo di autonomia visto e considerato che non abito in città e non posso uscire a piedi e raggiungere un ospedale e non ho mezzi pubblici che transitano vicino a casa. La sua inflessibilità nonchè incomprensione deve essere punita. Domani o dopo spero succeda.
    Con stima
    illupodeicieli
    28/01/2011 15:36 #31 da Fabio Del Toro
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  • Caro Lupo dei Cieli,

    Ho letto i tuoi tre post e davvero non riesco a seguire bene la tua " logica " e ne tanto meno la tua " filosofia ".

    Mi scuso in anticipo se dovessi risultare INDELICATO con qualcuno che come te se la sta passando maluccio ma porca miseria: se sei davvero la vittima che dici di essere, perchè non reagisci con maggiore vigore e ti fai valere un po' di più?

    Va bene che non hai mezzi e sei " sotto schiaffo " ma non credo che continuare a subire ingiustamente le peggiori angherie ( come quella dell'auto a cui non avrebbero fatto il dovuto cambio di proprietà..)sia la cosa da fare, io credo che una vittima abbia TUTTO il sacrosanto diritto di reagire e denunciare dei torti subiti, soprattutto e maggiormente se si tratta come nel tuo caso di una persona DEBOLE psicologicamente ed economicamente.... altrimenti continui a piangerti addosso e non risolvi molto.

    Fra l'altro, ho notato molto spesso che le forze dell'ordine ammirano e rispettano chi, pur nelle difficoltà si appella alla legge e fa valere i suoi diritti contro quei pubblici ufficiali, come quel curatore che avrebbe fatto così male il proprio lavoro.

    Dunque, per ricapitolare:
    1) In una conversazione di pochi minuti con un avvocato minimamente onesto potresti capire se la questione del cambio di proprietà della tua auto ha dei risvolti penalmente rilevanti per colui che ha OMESSO ATTI D'UFFICIO e quindi merita a tutti gli effetti ESPOSTO oppure una denuncia/querela da parte tua.
    2) Qualora ci sia davvero DOLO o COLPA GRAVE da parte di chi ha fatto male il suo lavoro tu avresti tutti i diritti di scrivere una formale DENUNCIA contro quel pubblico ufficiale che male ha svolto il suo lavoro.


    Certamente ti stai chiedendo se questo non comporterebbe un aggravamento della tua posizione e se questo possa causarti difficoltà con le pratiche che quel signore gestisce ancora per tuo conto...
    questo lo capisco, ma in vita mia ho cercato sempre di far valere la mia ragione caso per caso e le questioni sono separate, i motivi del tuo fallimento non giustificano affatto che lui possa aggravare la tua posizione con quella sciatteria di cui hai parlato.
    Se ti farai valere potrebbe nascere addirittura una forma di " meritato rispetto " e magari le tue pratiche ne potrebbero addirittura risentire positivamente, d'altronde tu sei inguaiato civilmente, mentre lui lo sarebbe PENALMENTE e questo è di soltito molto peggio.

    Il mio promesso intervento sul VADEMECUM DI COME SI DENUNCIA UN MAGISTRATO sta diventando sempre più utile alla luce anche del tuo problema e spero dunque di pubblicarlo a breve.

    Quindi, amico mio: alza la testa! non ti compiangere troppo, denuncia chi ti dovesse fare un torto mentre dice di applicare la legge, dimmi se ho un po' di ragione e poi magari pubblico la famosa guida alla denuncia del magistrato.

    Con sincero affetto

    Fabio
    28/01/2011 23:04 #32 da illupodeicieli
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  • Non sei indelicato, anzi ti ringrazio delle osservazioni nonchè dei suggerimenti. Tuttavia devo scusarmi per essermi, credo, spiegato male: maggiori precisazioni circa il mio iter sono nel blog ma devono essere lette e occorrerebbe tempo che ritengo una persona possa e debba dedicare ad altro: sintetizzo così, per brevità. Qui su questo sito ho dato alcuni esempi di cosa succede a una persona normale, ovvero a chi non ha preparato ad arte le cose ma si è trovato invischiato e non per sua scelta. Il perchè è spiegato nel blog. Quanto al piangersi addosso non è una cosa voluta ,anzi: non voglio mai agire d'impulso, ma non posso tirare fuori troppo la testa in quanto ho già subito diversi danni dal comportamento del curatore.Mi ha fatto perdere le ditte che rappresentavo andando a dire, cosa che poteva e doveva forse fare, che ero fallito: quando sotto altro nome ho cercato di riavere la possibilità di continuare il rapporto di lavoro, queste aziende mi hanno risposto di no. Eppure non avevo recato loro danno,anzi. Ora non posso mettermi in vista come se niente fosse successo e nella realtà lavoro , non navigo nell'oro, ma non sono titolare nè posso ancora esserlo di nessun mandato di rappresentanza. Ma voglio tornare sul piangersi addosso: premesso che sono debole psicologicamente, che per me è stato un trauma come forse o anche peggio lo sarà stato per altre persone in situazioni simili, ripeto ancora che ho voluto raccontare ciò che succede e se ho omesso dei particolari ciò è stato fatto per evitare che si risalga alla mia reale identità. Quanto alla persona del curatore, è possibile che abbia santi in paradiso, ergo non posso fronteggiarlo alla pari: non avendo i mezzi economici mi sono avvalso del gratuito patrocinio, ma la mia avvocatessa mi ha difeso a modo suo. Non ha ritenuto essenziale presentare il memoriale che avevo preparato, nè ha voluto che mia moglie o altri testimoniassero in mio favore. So che sono stato condannato ma con l'indulto e cose simili mi è stata ridotta la pena e risparmiato il carcere: ho incaricato un legale di farmi conoscere la mia posizione e sto aspettando il tutto. Su una cosa non sono d'accordo con te, ma non te ne faccio una colpa perchè non ti ho fornito nè potevo di tutti o di un maggiore numero di elementi: ed è quello di denunciare il curatore. Prima voglio sapere la mia posizione: bada che per il discorso automobile quello che tu hai detto di fare è quello che sto facendo, ossia su quel fronte non ho niente da obiettare. Ma sul discorso di come lui si è mosso nei miei confronti, ecco che chiederò delle verifiche. Del resto la stessa legge invita o impone di chiudere un fallimento se "non c'è più brodo" se tenerlo aperto risulta antieconomico, se non c'è sufficiente resa nei beni da vendere: ritengo che sia il mio caso. Riepilogo anch'io il tutto: non posso permettermi sputtanamenti, per cui se si viene a sapere in che maniera sto lavorando e per chi, rischio di perdere davvero anche le fonti di reddito. Tuttavia lavoro così ,in nero , perchè il curatore stesso mi ha detto che è l'unico modo che ho di poter continuare il mio ultimo lavoro (preciso che sono fallito come commerciante, pur se non esercitavo da due anni quel mestiere e non come agente di commercio, lavoro che vorrei poter svolgere ma che stranamente mi è interdetto ma che svolgo in nero). Per via del mio carattere e della mia debolezza o inettitudine o perchè non ho gli attributi temo il curatore, ne ho paura, ho paura dei giudici e dei poliziotti o dei carabinieri: sarò come Silvio? Non lo so, però ne ho terrore e mi vengono attacchi di panico solo a dover andare al palazzo di giustizia, nel dover parlare con un avvocato o anche denunciare qualcosa in caserma. Ritroverò o troverò un giorno la forza?Spero. Forse ho sbagliato avvocato, non c'è stata intesa, non ha saputo trasferirmi fiducia per poter affrontare queste difficoltà.Ricordo ancora che ho solo voluto dire cosa è successo a me e come ho affrontato questa situazione, concludo con un pensiero che non so se ho già riportato nei post che vi ho lasciato: molti avvocati non sono preparati, nel senso che non conoscono le leggi in vigore; come non lo sono alcuni curatori che adoperano ancora le leggi vecchie quando potrebbero usare le nuove. Così come diversi avvocati,almeno online, sono convinti che queste nuove leggi favoriscano i furbi: ecco che ci si ritrova già a essere ulteriormente etichettati come delinquenti.
    30/12/2015 13:47 #9813 da luxlux

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    Rileggendoti mi domandavo come stava procedendo tutta la tua situazione, dopo questi anni passati, hai delle news?
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