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Domanda Mancanza totale di giustizia italiana, verso una Donna (appello disperato)

06/01/2011 12:43 - 29/03/2011 13:29 #24 da denunceinrete
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    Appello disperato della signora Maria Rita Lo Curto .

    Questa volta chi ci scrive, e ci segnala la sua storia, è una mamma in preda al dolore.

    Racconta il suo caso, in un disperato appello, nella speranza di ricevere aiuto e sostegno alla sua causa.

    Se qualcuno potesse aiutarla, si faccia vanti: la segnalazione non è anonima; la signora lascia infatti tutti i suoi dati, compreso il numero di telefono.

    - - -

    Salve mi chiamo Lo Curto Maria Rita e scrivo questa per denunciare il mio caso.

    Ho 40 anni e sono madre di due ragazzi di 14 anni e mezzo e 13 (rispettivamente Fabrizio e Rossella).


    Il mio è un caso di totale e assoluta ingiustizia legale italiana nei miei confronti.


    Cercherò di essere il più breve possibile.

    Inizio con il fatto che a tuttoggi il Tribunale di Torino ha affidato da circa 4 anni i miei figli al padre che vive a Chieri (To), asserendo che sarebbero andati a vivere meglio a livello economico in quanto il padre è più ricco e anche perchè a quell'epoca viveva già con un'altra donna, e che era un modo per dare a me l'opportunità di riposarmi di più (?) e così di avere più tempo per cercare anche io un nuovo compagno -visto che non ero ancora riuscita a trovarne uno!?!- e di trovare un lavoro a tempo determinato.

    Ebbene adesso ho un lavoro, una casa più grande (abito a Volpiano - To) e un compagno con cui vivo, MA NONOSTANTE CIO' riesco a vedere i miei figli solo ogni 15 giorni.

    E sì perchè il Tribunale di Torino, nella sentenza di affido dei miei figli al padre ha deciso che potevo vederli solo un giorno infrasettimanale e la settima successiva solo il week end.

    Per non parlare poi del fatto che E' ESCLUSIVAMENTE IL SIG. MUSCI MASSIMO -PADRE DEI MIEI FIGLI- CHE DECIDE QUANDO POSSO VEDERLI E A CHE ORA!! E CHE quindi NON RISPETTA per niente quanto previsto dalla sentenza del Tribunale di Torino.

    A suo tempo il padre mi ha massacrato di botte una sera (era nel 1999) e io non ho avuto purtroppo poi il coraggio di denunciarlo ma la sera in cui mi ha picchiato e ha tentato di strangolarmi, lui è rimasto sveglio tutta la notte per paura che io telefonassi ai carabinieri e ogni qualvolta io provavo ad alzarmi dal letto lui mi tirava per i capelli.

    L'indomani non ho voluto denunciarlo perchè ho pensato solo al bene dei miei figli. Ma sono riuscita a mandarlo via di casa e poi ci siamo separati.

    Poi dopo lui ha continunato a minacciarmi di uccidermi con sms e con minacce verbali e questa volta invece l'ho denunciato alle Forze dell'Ordine, che lo hanno così richiamato e

    ha smesso di minacciarmi di morte.

    A quell'epoca i ragazzi che erano piccoli, vivevano con me.

    E sono cresciuti sereni, forti, belli e bravi.

    In definitiva denuncio il padre sig. Musci Massimo, ma più di tutti il Tribunale di Torino che mi ha tolto i figli senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sulla mia vita, sul mio dover soffrire perchè vedo i miei figli solo ogni 15 giorni e dovermi preoccupare ogni momento della giornata che stiano bene!

    E sì perchè il padre li obbliga a non tenere il cellulare sempre acceso! Ma soltanto all'orario da lui stabilito.

    Denuncio il fatto di dover subìre continue minacce da parte del mio ex-marito, di dover fare esattamente quello che mi ordina lui di fare, in relazione ai miei figli, ALTRIMENTI NON ME LI FA VEDERE ANCORA DI PIU'.

    AIUTATEMI VI PREGO!!

    Una madre disperata.

    (P.s. : a chiunque volesse darmi un consiglio o un aiuto, lascio il mio numero di cellulare che è 347 4834750 ed il mio indirizzo attuale che è Via Van Dyck 14 - 10088 Volpiano - To).


    - - -
    Link diretto a questo post sul nostro blog:

    http://denunceinrete.blogspot.com/2011/01/mancanza-totale-di-giustizia-italiana .html
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    Ultima Modifica 29/03/2011 13:29 da [bella].
    15/01/2011 06:27 - 28/10/2011 05:42 #25 da Fabio Del Toro
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  • Questo racconto ha dell'incredibile e somiglia ad una sentenza di un tribunale islamico più che una sentenza di un Tribunale della repubblica italiana.

    Secondo il diritto islamico infatti, i figli appartengono al maschio genitore e gli sarà sufficiente pronunciare una semplice frase ( in arabo: IO TI RIPUDIO! ) e la moglie sarà allontanata senza alcun diritto sui figli, di solito torna dai propri genitori che anche loro, perdono ogni diritto sui figli della propria figlia.

    Sono tristemente famosi i casi di matrimoni fra donne italiane e mariti magrebini che al divorzio scappano con i figli e li rapiscono senza passare per alcun processo, riparando nel loro paese d'origine che per il principio del diritto islamico appena spiegato, gli consente di tenersi i figli che le madri italiane poi non rivedono più.

    Ma a prescindere dalle sentenze dei paesi islamici, quella di cui si racconta sembra davvero essere incredibile, perché di solito in Italia avviene il contrario e la figura materna è invece privilegiata proprio perché ritenuta normalmente più adatta alla cura della prole e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi la madre si occuperà dei figli e riceverà un assegno dal marito, per se stessa e per i figli.

    Per fare un esempio di un caso che conosco direttamente, LUI ha un buon lavoro mentre LEI si arrangia con lavoretti saltuari, ma non di meno, LEI riceve l'affidamento dei due figli ( anche se economicamente è il soggetto debole della coppia in lite ) e il Tribunale le concede di rimanere nella casa che possiede assieme al marito, mentre LUI se ne deve andare a vivere in affitto fuori, continuando però a corrispondere con il mantenimento commisurato al suo stipendio, e continua a pagare il mutuo della casa dove vive sua moglie e i due figli e magari la moglie ora ci invita anche il nuovo compagno.

    Questo esempio, indica con sufficiente chiarezza che di solito i tribunali affidano alla madre, casa e figli e mandano fuori il marito a lavorare per corrispondere un adeguato assegno di mantenimento.

    Se in questo caso non è avvenuto, sospetto che nel racconto sia stato omesso qualche importante particolare secondario per comprendere questa inusuale decisione di cui tutti ci stiamo scandalizzando.

    Ci sono secondo me, due ipotesi da considerare:

    1)una sorprendente decisione che andrebbe troppo contro le abitudini consolidate del diritto in casi di divorzio, e dunque bisognerebbe capire meglio quale errore e di quale tipo di favoreggiamento ha goduto il marito della signora.
    2)Ritengo molto probabile che alcuni particolari importanti ci siano stati taciuti. Secondo me, l'avvocato del marito avrà fatto sbilanciare la decisione del tribunale a favore del marito, dimostrando in qualche modo che la signora aveva problemi di inaffidabilità come ad esempio qualche forma di dipendenza da alcool o droghe, oppure instabilità mentali o fedina penale sporca. ( la frase “ che si doveva riposare “ farebbe pensare ad un richiamo ad una possibile valutazione del tribunale ad un esaurimento nervoso, ma anche questa è ovviamente una ipotesi )

    Mi sembra davvero INCREDIBILE che due genitori che si presentano “ alla pari “ ricevano una discriminazione di trattamento così evidente senza che ci sia stato uno “ scivolamento “ di posizione della madre, causato da qualche sgambetto processuale dell'avvocato del marito, a cui la corte ha in qualche modo creduto.

    Come seconda ipotesi, posso solo ipotizzare che al momento del divorzio la madre non abbia sufficientemente reclamato quell'affidamento che adesso reclama e per il quale si lamenta per la evidente sperequazione.

    La questione delle botte ricevute, purtroppo, come ogni accusa deve essere PROVATA, dire a distanza di oltre dieci anni che era vittima di maltrattamenti che non ha certificato a suo tempo con esami medici doverosi, non risolve la questione ma anzi la espone a possibili querele del marito, che se dovesse vincerle ( come è facile che sia vista la assenza di prove ) allontanerebbe ancora di più i bambini dalle braccia della madre.

    Personalmente, concordo con lo spirito “ battagliero” della signora che lotta per frequentare maggiormente i propri figli ma se questa battaglia la conduce nel modo sbagliato, potrebbe anche ottenere l'effetto contrario, per esempio: il marito la querela per diffamazione, il Tribunale gli da ragione ( lei non riesce a dimostrare che veniva picchiata ) e lui potrebbe ottenere un affidamento addirittura esclusivo, consolidando la posizione prevaricatoria che ha adesso.

    Se i giudici avessero agito, con DOLO O COLPA GRAVE ( cosa di cui mi viene da dubitare ) allora potrà leggere il mio “vade-mècum su come si denuncia un magistrato” ( che pubblicherò a breve ) e cercare di farne buon uso, ma sempre con la dovuta prudenza del caso !
    Ultima Modifica 28/10/2011 05:42 da .
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