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Domanda Denunciare un avvocato - Vade-mècum.

01/01/2011 14:32 - 08/02/2012 05:42 #21 da Fabio Del Toro
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  • Denunciare un avvocato - Vade-mècum. è stato creato da Fabio Del Toro
    Vade-mècum per denunciare un avvocato.


    Ho letto in questo sito, e anche su tanti altri, ripetute lamentele di cittadini “ stritolati “ dal tritacarne giudiziario nel combinato disposto di:
    1) avvocati incapaci e disonesti
    2) magistrati ignoranti e corrotti e spesso vagabondi, ( LAVORANO PER UN NUMERO DI 4,2 ORE AL GIORNO la statistica è ufficiale, i dettagli sul Vade-mècum per denunciare un magistrato a breve pubblicazione )
    3) sistema giudiziario inefficiente, che si trascina nella sua lentezza e nella sua inarrestabile produzione di errori e iniquità fra coloro che possono pagare ed ottengono favori e servizi ( oltre che sentenze favorevoli ) e coloro che invece non avendo i mezzi, la ingiustizia la subiscono prima del processo, durante e dopo il processo.


    L’Italia è sempre fra gli Stati più condannati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per violazioni della Convenzione europea sui diritti umani e in particolare dell’art. 6, che impone agli Stati di garantire una durata ragionevole dei processi. Il 37 per cento di tutte le sentenze di condanna da parte della Corte per inefficienza della giustizia è a carico dell’Italia.
    Nel 2008 la Corte emette 82 sentenze contro l’Italia (più che per qualsiasi altro Stato dell’Europa occidentale), delle quale 51 per la lentezza dei processi.
    Al 31 dicembre 2008 pendono presso la Corte 4.200 casi riguardanti l’Italia, cioè il 4,3 per cento del totale (solo Russia, Turchia, Romania e Ucraina ne avevano un numero maggiore). Di tali casi, 2.600 sono per la durata eccessiva dei processi, materia per la quale l’Italia ha riportato 999 condanne negli ultimi dieci anni. In tale periodo (1° novembre 1998 – 31 dicembre 2008), la Corte dichiara ammissibili 1.744 casi riguardanti l’Italia – un numero inferiore solo a quello dei casi riguardanti la Turchia.
    L’Italia è inoltre lo Stato con il maggior numero di sentenze di condanna della Corte europea di Strasburgo non eseguite sul piano interno: 2.467 su un totale di 3.544 casi pendenti dinanzi al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.


    Per dare un contributo attraverso la mia personale esperienza, ed avendo denunciato e querelato sia un avvocato che magistrati, voglio portare il mio bagaglio di conoscenza alla attenzione di tutti i lettori in modo che ne possano fare tesoro e possono attraverso la lettura dei miei consigli ottenere un po' più di giustizia, di quella che otterrebbero senza le mie due guide: quella di come si denuncia un avvocato e quella di come si denuncia un magistrato.

    Dal punto di vista della legge, un avvocato è come qualunque altro cittadino e se denunciato, subirà un processo qualora i fatti descritti nella denuncia avranno una rilevanza penale.

    Esiste però un Codice Deontologico, www.privacy.it/codeoncnf.html

    che ogni ordine degli avvocati pubblica sul loro sito e riguarda quelle regole che impongono un certo comportamento e che servono ad armonizzare i rapporti fra avvocati e clienti, fra avvocati e testimoni, e anche fra avvocati e avvocati oltre che, fra avvocati e magistrati.

    Troppo spesso la gente confonde le violazioni al Codice Deontologico con quelle al Codice Penale e invece questa è la prima distinzione da fare.

    Se nascono dei dissidi fra avvocato e cliente, questi vanno riportati quasi sempre alle norme del codice deontologico ed il cliente dovrà far valere quello invece che tentare spesso inutili denunce penali che non risolverebbero il caso.

    Io per esempio ho intrapreso sia la denuncia penale nei confronti di un avvocato e sia la denuncia all'Ordine degli avvocati di appartenenza.

    Non si trattava di un avvocato che assisteva me, ma di avvocati che usavano la testimonianza di un loro collega per farmi condannare.

    Dunque, nel mio caso le supposte violazioni erano:

    1) al codice penale per FALSA TESTIMONIANZA all'art. 372 c.p.p
    2) al codice deontologico per violazione dell'art 52 che prevede che gli avvocati non possono mettersi d'accordo con un testimone per avere da lui deposizioni compiacenti.

    Nel mio caso, essendo il testimone avvocato, parte dello studio che mi faceva causa, la
    “ compiacenza “ era palese visto che in tutti i casi in cui gli avvocati fanno quattro chiacchiere con i testimoni e si mettono un pochettino d'accordo sulle domande che faranno.... queste quattro chiacchiere, nessuno sa che vengono fatte, e la compiacenza non è certamente riscontrabile, ma nel mio caso, il tizio che era seduto a dare le risposte era un collega di studio del tizio che gli faceva le domande e dunque, che si fossero messi d'accordo fra domanda e risposta è assolutamente certo ( con quale spontaneità risponde un testimone che è seduto su quella sedia per il fatto che ha eseguito una MISSIONE per conto dello studio che lo paga ???? ) questo io lo definisco killeraggio legale.

    Comunque, per esperienza mia, queste vicende sono troppo sul filo del rasoio della interpretazione del singolo magistrato e vale troppo la discrezionalità del Pubblico Ministero che se decide di archiviare, archivia e basta e il cittadino che denuncia il reato ( falsa testimonianza ) non riceve alcun ristoro di giustizia.

    Anche le procedure dell'ordine degli avvocati però sono molto di manica larga e difficilmente vanno a condannare un loro iscritto collega.

    Gli ordini professionali sono decisamente corporativi e tesi alla autoconservazione della casta, essi tenteranno in tutti i modi di assolvere disciplinarmente il loro iscritto ed eviteranno di sanzionarlo per non infangare l'intera categoria.


    Io ho avuto a che fare con un avvocato che lavorava in uno studio legale di Milano e che è venuto in Toscana, nella città dove lavoravo a fare una indagine per il suo studio di appartenenza e poi ha direttamente partecipato alla causa civile, non come avvocato ma come testimone ( era l'unico tra l'altro)
    Ha redatto delle denunce e ha dichiarato delle cose che erano l'esatto contrario di quello che dichiaravano i miei testimoni che conoscevano i fatti del processo, vivendo nella mia città da sempre e frequentavano i luogi oggetto della deposizione, per libera scelta e da lungo tempo

    Al processo, undici persone dicevano delle cose, lui, l'avvocato-testimone su commissione ne diceva altre, e i giudici hanno creduto a uno contro undici.

    Questo strano fenomeno antiscientifico passa sotto il nome di LIBEO CONVINCIMENTO e cioè, un Giudice ha tutta la libertà di credere ad un unico soggetto con evidenti interessi nella causa e che viene a testimoniare su esplicito mandato lavorativo invece di credere a undici soggetti che hanno conosciuto i fatti spontaneamente, per anni ed anni e non ricevono alcun compenso per quello che dichiarano durante la deposizione, nel mio caso, quell'avvocato è stato poi assunto e diventato uno dei partners dello studio tanto che quando è uscita la sentenza lui ha potuto festeggiare la vittoria, non come avvocato che la patrocinava ma come avvovato che la vinceva quale testimone ( unico ) nella causa.

    Quando ho provato a denunciarlo sia dal punto di vista penale che da quello deontologico, il suo studio di appartenenza ha messo in ballo tutta la forza che aveva per proteggerlo, facendo pressioni sulle procure e sull'ordine degli avvocati e tutti i fascicoli sono stati chiusi con un timbro di archiviazione

    Per farvi capire poi, l'assurdo della cosa e come il destino si sia messo a giocare con noi, è accaduto questo:

    Ho portato in Procura la mia denuncia e tutto è stato archiviato.

    Siccome nella mia denuncia ( che ho firmato da solo ma che ho scritto con l'aiuto di un amico avvocato ) avevo fatto richiamo fine all'articolo 408 del C.p.p

    www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-viii/art408.html

    che prevede che io debba venire informato del fatto SE la mia denuncia viene presa in considerazione o archiviata.

    (Questo richiamo è importantissimo ! Altrimenti accadrebbe che archiviano senza farvi sapere nulla!! statene certi)

    Quando ricevetti la comunicazione di archiviazione presentai opposizione alla archiviazione
    www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-quinto/titolo-viii/art410.html
    che infatti è prevista nella ipotesi in cui ti rendi conto che chi doveva svolgere indagini non lo ha fatto oppure, le ha svolte ma non ha capito molto.

    Quindi, negli otto giorni a disposizione, prendo visione del fascicolo ( quattro fogliettini da nulla dove quel procuratore va a vedere giusto dove è nato il tizio avvocato che denunciavo ) e poi chiude immediatamente il caso.... allora, sempre secondo legge, noi aggiungiamo argomenti ( per chiedere una ulteriore indagine si deve assolutamente aggiungere altrimenti bocciano di sicuro ) e con questi nuovi argomenti chiedo che le indagini continuino e si proceda per la incriminazione che porti al processo.

    Purtroppo anche il secondo giudice che doveva approfondire il ( quasi inesistente ) lavoro del primo chiude il caso con questa motivazione:

    La opposizione alla archiviazione viene respinta perchè colui che ha chiesto la prosecuzione delle indagini ( che sarei io ) non poteva farlo visto che il reato di falsa testimonianza è un reato che offende principalmente la amministrazione della giustizia ( il Tribunale diciamo... ) e dunque il soggetto che avrebbe il diritto/dovere di fare quella richiesta è proprio colui che di fatto la respinge, insomma: se l'opposizione alla archiviazione non se la chiede lui da solo, non la possono chiedere altri e con questa finissima risposta mi hanno chiuso anche questa porta in faccia.

    Ma dalla copia di tutti questi fascicoli sono però uscite delle informazioni oltremodo paradossali:

    L'avvocato/testimone che avevo denunciato e querelato, e a cui mi ero opposto alla prima archiviazione, nel frattempo cominciava ad avere, come si dice dalle nostre parti: IL CULO STRETTO, e si era subito premunito di incaricare uno dei migliori penalisti del foro di Milano, un vero Principe del Foro: Libero Corso Bovio, che aveva fra i suoi clienti gente come:

    Marcello Dell’Utri, pupillo dell’Opus Dei, che nonostante le condanne definitive e non, per false fatture e frode fiscale, tentata estorsione, concorso esterno in associazione mafiosa, siede rieletto in Senato;
    Stefano Ricucci, uno dei furbetti del quarterino;
    l’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia;
    gli attori interessati alla scalata dell’Antonveneta;
    la Impregilo... uno dei colossi Fiat per le costruzioni, legalmente appartenente a Piergiorgio e Paolo Romiti.
    Aveva assistito molte case editrici quali la Rcs, Sole 24 Ore, la Società San Paolo ed altre.

    Dunque, il neolaureato, avvocatino di Milano che per compiace lo studio legale dove faceva praticantato, si presta alla marchetta fuori orario di una testimonianza in trasferta e dunque far vincere la causa ai colleghi ma si ritrova un paio di denunce penali subito ad inizio carriera, viene subito assistito da un pezzo da 90 che prontamente lo spalleggerebbe se il processo contro di lui dovesse nascere......... e che cosa succede poi?

    Corso Bovio si sparerà in bocca successivamente per motivi a tutti sconosciuti ma di cui tanto hanno parlato i giornali, ricordandolo però per delle frasi molto famose fra cui:


    “Come si capisce se un avvocato dice bugie? Basta vedere se muove le labbra”. Io dico che gli avvocati hanno un debito di verità. Se presentano un testimone poco credibile non ci guadagnano. È nell’interesse del cliente raccontare sempre la verità. E dunque dico: quando un giornalista è corretto? Quando rende un buon servizio informativo al suo cliente, il lettore. Ma il sistema deontologico dei giornalisti è forse troppo autoreferenziale. Forse siamo poco aperti al pubblico, che invece deve poter segnalare e intervenire per verificare la qualità del prodotto. Una sfida simpatica per i mezzi di informazione potrebbe essere sottoporsi al controllo dei lettori, non per castigare questo o quel giornalista, ma per dare un bollino blu di qualità all’informazione. L’etica del giornalismo, la morale del giornalista, devono aprirsi alla costante verifica del pubblico".


    Dunque, per tirere le somme sulla vicenda:

    Un grosso studio legale di Milano, prende un ragazzo neolaureato in legge e gli fa fare la parte del testimone GIUDA in un processo in provincia.... la controparte ( che sarei IO ) si incazza come una biscia e denuncia l'avvocatino di primo pelo che però viene subito assolto dalla Procura.
    Il sottoscritto però fa opposizione e cerca di mandare avanti le indagini, allora l'avvocatino capisce che ha pestato la merda sbagliata e si prende il top dei top dei penalisti milanesi che dice appunto che nei processi si dovrebbe portare TESTIMONI CREDIBILI, ma allo stesso tempo si presta per difendere un testimone incredibile che depone su commissione.

    Quello che succede successivamente nella testa del difensore del testimone che ho denunciato nessuno può saperlo e nessuno lo ha saputo visto che si tolse la vita sparandosi in bocca.
    www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200707articoli/23511girata.asp

    ci sono però due correnti di pensiero:
    1) quelli che descrivono inspiegabile il gesto e che lo collocano fuori dal lavoro e dai processi che seguiva l'avvocato e
    2) quelli che invece lo ricollegano alla causa di corruzione giudiziaria che stava seguendo il giorno del suicidio, al tribunale di Prato

    ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/10...a-cosi-detti-il.html

    dove un giudice avrebbe intascato fra i 40 e i 50 milioni di lire per aggiustare un fallimento.

    Questo è l'allegro contesto in cui si svolgono i processi con avvocati che pur di avere un testimone mandano un ragazzino a fare il Giuda in trasferta e poi gli forniscono il top dell'assistenza legale quando la vicenda rischia di degenerare in un processo penale contro il testimone.
    L'avvocato che doveva difenderlo è coinvolto in un processo dove un giudice intasca grosse mazzette e quello stesso giorno, al ritorno dal Tribunale di Prato si toglie la vita.

    Non è film, non è un racconto di fantasia ma si tratta di ricostruzione fedele di ordinaria ingiustizia nei tribunali italiani, che sono la trascrizione di fatti realmente accaduti di cui faccio precisa trascrizione.
    Ultima Modifica 08/02/2012 05:42 da .
    Ringraziano per il messaggio: luxlux
    01/01/2011 15:39 - 21/04/2011 10:43 #22 da denunceinrete
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    Ti ringrazio a nome di tutti, caro Fabio.

    Ho ripreso il tuo articolo.
    http://denunceinrete.blogspot.com/2011/01/come-fare-per-denunciare-un-avvocato .htm

    Che il nuovo anno sia migliore.

    Denunce In Rete -
    Ultima Modifica 21/04/2011 10:43 da [bella].
    02/03/2011 16:15 - 04/02/2012 10:30 #61 da denunceinrete
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    Caro Fabio; ti giunge un commento dal nostro blog. Lo riporto qui. Saluti - Denunce In Rete

    commento:

    Anonimo ha detto...

    Come posso allora comportarmi se un avvocato mi scrive mail che sono evidentemente demenziali "è stato lei, ma il mio cliente non ha identificato i condomini che sono andati da lui per delle richieste" però io mi sono preso una diffida. Io vorrei che questi avvocatini ci pensino prima di fare certe cose e non perchè si annunciano come avvocati tutti devono aver paura, anche se hanno ragione.

    02 marzo 2011 13:11
    Ultima Modifica 04/02/2012 10:30 da .
    02/03/2011 20:00 - 29/03/2011 13:19 #63 da Fabio Del Toro
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    denunceinrete ha scritto: Caro Fabio; ti giunge un commento dal nostro blog. Lo riporto qui. Saluti - Denunce In Rete



    commento:

    Anonimo ha detto...

    Come posso allora comportarmi se un avvocato mi scrive mail che sono evidentemente demenziali "è stato lei, ma il mio cliente non ha identificato i condomini che sono andati da lui per delle richieste" però io mi sono preso una diffida. Io vorrei che questi avvocatini ci pensino prima di fare certe cose e non perchè si annunciano come avvocati tutti devono aver paura, anche se hanno ragione.

    02 marzo 2011 13:11


    Con tutta la buona volontà non si capisce bene quale sia il senso del discorso, la frase è troppo stringata e le informazioni date sono veramente troppo poche per poter dare un consiglio utile:

    Chi pone una domanda, lo faccia almeno con sufficiente chiarezza per consentire a chi dovrebbe dare una risposta ( o un consiglio ) di avere gli elementi per poterlo fare.
    Ultima Modifica 29/03/2011 13:19 da [bella].
    27/03/2011 00:35 - 04/02/2012 10:45 #117 da denunceinrete
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    Anonimo ha detto...

    Salve, vorrei avere un informazione su un tema a mio avviso molto importante: l’abuso e la mancanza di etica e deontologia da parte di un avvocato che ho intenzione di denunciare. In una causa di sfratto ritengo di aver ricevuto un grave abuso da parte dell'avvocato di parte avversa. Argomentarvi la causa sarebbe davvero molto lungo e articolato, pur tuttavia devo fornirvi un minimo di informazioni per avere un consiglio adeguato. Lo sfratto non ha ragion d'essere poichè non sono moroso, ho pagato tutto regolarmente, e la realtà dello sfratto dalla casa ha ragioni prettamente di carattere ereditario, poichè l'appartamento è di mia zia, la quale ha 96 anni, ed alcuni parenti le hanno fatto il lavaggio del cervello per far si che mi sfrattasse, con la motivazione che non ho mai pagato, poichè hanno intenzione di impossessarsi della casa, e naturalmente la mia presenza è per loro un ostacolo... Ma la cosa più sconcertante è che il loro avvocato si sia prestato a questa farsa assurda.

    Ma vi spiego: Dopo aver ricevuto lo sfratto per una morosità di quasi due anni (ovvero non pagavo l’affitto da due anni e già questo è assurdo perché un normale proprietario di immobile già dopo la prima mensilità non pagata darebbe lo sfratto immediatamente..), il giorno dell'udienza mi sono presentato davanti al giudice con il mio legale, mostrando tutte le ricevute dei pagamenti effettuati (per fortuna) sempre con bonifico bancario. Udite udite...l'avvocato della parte avversa ha avuto il coraggio e l'ardire, di dichiarare di fronte al giudice che le ricevute sono false e che mia zia non ha mai ricevuto quelle somme. Ha quindi chiesto che lo sfratto venisse convalidato. Io ed il mio legale siamo rimasti attoniti, ma calmi, limitandoci a mostrare la documentazione al giudice (le ricevute dei bonifici con il codice riconoscimento operazione, che possono venire controllati in ogni momento), ed abbiamo aggiunto che non era necessario credere alle nostre parole (cioè che il avevo pagato..), ma che bastava chiedere riscontro di quei pagamenti alla banca. L’avvocato della parte avversa, con arroganza ed una sicurezza che aveva dell’incredibile ha ribadito che quei documenti erano palesemente falsi, poiché a suo dire ha riferito di aver avuto mandato per lo sfratto proprio perché erano due anni che non pagavo e che la sua cliente (mia zia) dice assolutamente la verità. Ovviamente il giudice ha respinto la richiesta ed ha rinviato l'udienza.

    Alla seconda udienza, sembra incredibile ma è vero, l’avvocato della parte avversa ha ribadito che la cliente (mia zia) non ha mai ricevuto quelle somme e che le mie ricevute erano palesemente false. Il mio avvocato con calma ed educazione gli ha fatto presente che stava dicendo cose di una gravità sconcertante e che comunque si sarebbe dovuto prendere la responsabilità di queste dichiarazioni, e che con il suo comportamento si prefigurava la volontà di lite temeraria (c’è un apposito articolo del codice civile ma non me lo ricordo, non sono un avvocato). Il giudice ovviamente ha rigettato la richiesta di convalida dello sfratto ma, visto che l’avvocato della controparte insisteva nel dire che le mie ricevute erano false ha mutato il rito in rito civile ordinario. Ora nella causa, che è in corso, sicuramente mi chiederanno la somma corrispondente a quella che loro assurdamente mio chiedevano nello sfratto, e sicuramente chiederanno o si inventeranno qualcosa per richiedere una nuova convalida di sfratto. Il mio legale è sconcertato e mi ha più volte ribadito che è la causa più assurda che gli sia capitata, e che le motivazioni della controparte non stanno né in cielo e né in terra, e che sicuramente vincerò la causa proprio perché non ci sono i presupposti per intentare nulla contro di me. Ma il punto non è questo, bensì che io intendo denunciare l’avvocato della controparte e procedere contro di lui all’ordine degli avvocati, poiché questi ha palesemente ignorato i suoi obblighi deontologici, morali e professionali, dichiarando il falso e dandomi del falsificatore, inoltre credo che in una denuncia ordinaria ci siano i presupposti per denunciarlo per diffamazione e calunnia. Fatto presente questo al mio avvocato, lui non mi è sembrato molto convinto in proposito, e si è mostrato poco incline ad un eventuale denuncia contro l’altro avvocato (proprio per le motivazioni lette sopra, in cui un avvocato è sempre poco avvezzo a denunciare un collega, per una sorta di tacita alleanza tra colleghi, o chiamiamola come vogliamo). Ora il punto è questo, se non trovo nessun avvocato disponibile ad assistermi, posso segnalare l’avvocato in questione presso l’ordine degli avvocati da solo? Posso procedere anche a denunciarlo nei normali canali giudiziari da solo? Se si, come devo procedere?

    Naturalmente ho tutta la documentazione necessaria a comprovare ciò scritto sopra, compresi i verbali delle udienze in cui questo signore ha dichiarato il falso.

    Questa per me è una questione di principio, poiché in una società dove la libertà e la dignità sono beni di cui tutti abbiamo diritto, non è possibile accettare che qualcuno giochi sulla tua pelle in modo così assurdo e soprattutto gratuito. Scusate la lunghezza, ma per avere una risposta esauriente era necessario che riassumessi, pur sommariamente, questa assurda vicenda. Ringrazio anticipatamente chi mi fornirà indicazioni utili a fare una cosa che non ritengo solo giusta, ma sacrosanta. Cordiali saluti,

    Manuele C.

    18 marzo 2011 10:35
    Ultima Modifica 04/02/2012 10:45 da .
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